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| SILVIA CASTALDO |
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Silvia Castaldo nasce il 20 novembre 1969 a Roma, dove vive e lavora.
Si avvicina alla pittura giovanissima sentendo forte la necessità di interpretare e comunicare il mondo circostante. Il talento precoce emerge così a soli dieci anni con un’esposizione in Via Margutta, per volontà dell’insegnante delle scuole primarie, di un disegno acquerellato. Quel momento è una conferma della pittura come possibilità espressiva e la spinta creativa non l’abbandona più. La complessità del reale al di là del visibile si traduce presto nell’astrazione. Non c’è cosa che sia valevole di essere rappresentata oggettivamente, mentre tutto ha un valore soggettivo inestimabile. Ed è la suggestione di questo valore che Silvia Castaldo vuole fortemente ri-creare e comunicare
Diplomata nel 2005 in grafica editoriale, ha collaborato con agenzie private e realizzato vari progetti artistici. Attualmente frequenta una scuola di scultura.
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ESPOSIZIONI
2008
Roma, Collettiva d’Arte – Uff. Culturale dell’Ambasciata Araba d’Egitto
Roma, Colori – La Cicala e la Formica
Napoli, Lo Cunto de lu mare – Stazione Marittima
Firenze, Piccolo Formato - Assoc. Culturale Regola d’Arte
2007
Roma, Itinerari d’Arte – Uff. Culturale dell’Ambasciata Araba d’Egitto
Roma, collettiva Esodi – spazi Moto della Mente
Roma, Asta per Amref - Casa d’aste Babuino
Roma, Duna Club
Roma, Ars Artis – ufficio Culturale dell’Ambasciata Araba d’Egitto
Pontedera, Premio d’Arte G. Gronchi 2007 (Premio Pittori Affermati)
Roma, Contemporaneamonti - Studio Mo.C.A.
Roma, Generazione XX - Galleria Gard
Roma, personale Cromatismi – Studio B5
2006
Locri, collettiva Tutto scorre
Roma, Colori - Galleria Gard
Civitavecchia, Mirabilia - Rocca antica
Roma, Mixxx - Torretta Valadier
Lecce, La donna mediale ed il suo doppio - Ex convento dei Teatini
Roma, In contemporanea - Istituto Portoghese Sant’Antonio
2005
Porto Sant’Elpidio (AP), Premio Internaz. d’Arte “San Crispino” (Premio Speciale Critica)
Cascia, collettiva - Albergo Salus
Atri, collettiva - Ex scuderie Papali Palazzo degli Acquaviva
Roma, Percorsi di Pace - Galleria Gard
Roma, AvantRetro Gard” Galleria Gard
2004
Roma, Vita, Ispirazione al Femminile - Salone delle Fontane Eur
Roma, After Tea – Discoteca Goa
Roma, personale – The Place groovin’n dining
TRENTAPERTRENTA=NOVECENTO/ Opere Da MostrArti
Selezione di opere di pittura, scultura, installazioni, video, fotografia e arte digitale. Tutte rigorosamente quadrate, nella misura assegnata di cm 30 x 30, richiesta anche nelle opere tridimensionali. Il tema della mostra, incisivamente suggerito dal prodotto aritmetico dei due lati del formato scelto, è un omaggio al Novecento. Una riflessione dedicata ad un secolo che ha visto nelle varie categorie storiche uno sconvolgimento radicale che ha infranto schemi linguistici e tematici, percorso distanze in grado di modificare definitivamente teorie etiche, forme e declinazioni del pensiero e della comunicazione. Per quanto riguarda in particolare l’arte figurativa, le infinite sollecitazioni portano ad un vortice di onde espressive, a traiettorie che disintegrano o ricostruiscono la forma. Pensiamo ad esempio alle Avanguardie, all’Astrattismo, all’Informale; alla Pop, all’arte Concettuale, alla Video arte, ai movimenti performativi, ai graffiti, alle installazioni o alle manipolazioni digitali. Poco o nulla è rimasto “inesplorato”. Movimenti, formazioni, gruppi di lavoro hanno utilizzato ogni “sistema” per dare o “non dare” un senso alle proprie opere o manifestazioni. In questa mostra, gli artisti presenti si confrontano con un panorama immenso. In trenta centimetri per trenta, piccole finestre affiancate, teorie di sguardi puntati sull’oceano.
Pier Maurizio Greco
Performance:
monoVOLTAneraPAGINAbianca
Massa e proiettile in corpo universale
performance lunga un secolo lungo un istante
di artisti§innocenti
(vincenzo de luca, daniela de paulis, rita mandolini,carlo massaccesi, netto piacentini, francesca saracino, fogli bianchi)
Special Guest: - Antonio Ceccarelli - Costellazioni Sotterranee
Antonio Ceccarelli crea la maggior parte dei suoi lavori con materiali di riciclo (vetro, plastica, legno di scarto, vecchi giocattoli, foglie, silicone, ecc.) regalando, non solo alla cosa "riutilizzata” ma anche a chi fruisce di queste creazioni, una nuova vita, un nuovo modo di approcciarsi all'arte.
La saggezza della luna e il granchio , per esempio, è un'istallazione composta da silicone, tappi in plastica e altri elementi extrapittorici in cui l'intesa con lo spettatore è emotivamente forte perché i materiali sono supportati scenograficamente da giochi di luce e ombra. La relazione che viene a crearsi tra l'uomo, l'opera e l'ambiente è suggestiva e non lontana dalle realizzazioni provenienti dall'arte ambientale.
L’artista dà origine a un paesaggio lunare assolutamente autentico, uno scenario idilliaco dove tutti vorrebbero rifugiarsi; anche il granchio, dopo essere fuggito da una terra malata, si andrà a purificare tra le braccia della luna. Prima che la natura si ribelli totalmente alle supremazie dell'essere umano, l'unica cosa da fare è cercare di intervenire auspicando un cambiamento. Ceccarelli vede nell'arte una possibile riflessione sull'attuale condi¬zione ambientale.
Lisa Falone
CRITICA
Non c’è cosa che sia valevole di essere rappresentata oggettivamente, mentre tutto ha un valore soggettivo inestimabile. Ed è la suggestione di questo valore che Silvia Castaldo vuole fortemente ri-creare e comunicare – “Ci penso continuamente. Continuamente.” – fino a poter sentire, nella percezione dell’altro dell’opera sua, il ‘materializzarsi di un territorio comune’. E cosa può usarsi meglio della materia stessa per rappresentare questo luogo puramente astratto e nel contempo fisico delle sinergie sensoriali superando l’incomunicabilità paventata da un ‘900 ideologicamente spossato? Colori, tratteggi, dinamismi cromatici. Ci suggerisce l’artista romana. Polveri, limature, sabbie. Tutto ha pregio espressivo. Dalla pasta di cemento alle patine che prima di solidificarsi si lasciano trasformare. Come i ricordi. E Silvia Castaldo raccoglie souvenir di vita e li ripone: “Ho almeno due scatoloni pieni di cose raccolte e conservate” finché “un giorno mi serviranno per creare qualche altra cosa”. Così come per le sensazioni di un’immagine, di una lettura: “E’ come se le conservassi in una parte del cervello, poi qualcosa le riporta all’oggi, ma trasformate. Ed è la trasformazione che mi sorprende.” Parole dell’artista che segnano l’inevitabile abbandono del figurativo, cui pure si è dilettata, e la propensione elettiva verso il materismo e lo sviluppo di varie tecniche come il dripping, la stratificazione e il disfacimento di colori ed impasti, ispirandosi ai grandi dell’astrattismo internazionale tra i quali Kandinskij, Picasso, Malevich, Fontana e Burri. Ora Silvia Castaldo è ‘artista meritevole’ con l’attenzione crescente di iniziative culturali pubbliche (Asta per Amref, calendario Lvia, Associazione Ma.nò) e riviste d’arte (Segni d’arte).
Rosanna Fronzuto
Una pittrice che attraverso la sua espressività astratta trasforma il colore in composti spesso monocromatici dove i blu i bruni e gli ori intrisi di una particolare luminosità giocano sulla percezione visiva una forte emozione.
La realtà diventa visione profonda, stratificata, cellulare, le immagini si trasformano in evanescenze oniriche come nel suo enigmatico sogno sfocato. Segni, colori, atmosfere si visualizzano nelle sue opere attraverso una ricca ricerca interiore dove il movimento assorbito fluidamente dalla materia intesse con profondo sentimento pittorico suggestive alternanze grafiche e tonali.
Nicolina Bianchi
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